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| Coppe europee. Il punto |
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Savona, finale con il Cattaro. Recco ai quarti in Eurolega. Ben quattro formazioni montenegrine su dieci nelle due competizioni |
06/03/2010 - Fernando Fragna Il Savona compie l’impresa. Certi di un’italiana in finale, dopo gara 1 tra Brescia e biancorossi l’ago della bilancia pendeva tutto dalla parte dei lombardi. Mistrangelo, vecchia volpe delle piscine riesce a ribaltare il risultato. Non bastava vincere, bisognava stravincere e i ragazzi savonesi non hanno deluso il proprio pubblico. Onore al Brescia che ci ha creduto e non si è risparmiato. I biancorossi in finale incontreranno il Cattaro, formazione montenegrina guidata dai croati Smodlaka, Kunac e Djogas che pareggia a Berlino contro lo Spandau (6-6) dopo essere stato avanti fino al terzo parziale.
Con il panchina un ex di lusso: Mirko Vicevic.
La qualificazione l’ha praticamente messa in forziere già in gara 1 vincendo 8-4 e dominando la gara.
Il cammino dei montenegrini passa, guarda la combinazione, proprio per Brescia, dove a novembre superano insieme alla Leonessa il concentramento a quattro ai danni di Panathinaikos e Galatasaray. La statistica poi parla di qualificazioni raggiunte sempre superando in casa al primo turno le avversarie con ampio scarto (Patrasso, Primorje e Spandau) per poi perdere in Grecia e Croazia e pareggiare in Germania in maniera indolore o quasi. Se la statistica (o scaramanzia…) vale ancora a qualcosa, già l’urna di Roma potrebbe decidere le sorti del Savona stabilendo chi per prima giocherà in casa.
Se la Coppa LEN è in dirittura d’arrivo, per l’Eurolega c’è ancora tempo. Finita la fase a gironi inizia quella degli scontri diretti. Una sola squadra a punteggio pieno (il Partizan di Vujasinovic), un solo girone in bilico fino alla fine per il miglior piazzamento: alla fine il Barceloneta vince lo scontro diretto in Montenegro contro lo Jadran e lo supera in volata. Per due gironi la seconda piazza si decide al fotofinish con Jug che batte in casa e scavalca il Vasas così come l’Eger contro il Kazan. Solo il Budva, tra le seconde, non era interessato alla lotta per il vertice ma aveva la qualificazione in tasca già dal penultimo turno. Il Recco per colpa di un pareggio casalingo contro l’Eger non eguaglia i serbi guidati dal “sindaco onorario” della città ligure ma va avanti senza patemi.
Il quadro è chiaro, fin troppo: tre squadre montenegrine (Primorac, Jadran e Budva), una per parte per Italia (Recco), Croazia (Jug), Spagna (Barceloneta), Serbia
(Partizan) e Ungheria (Eger). Ben cinque squadre slave, l’unica ungherese dalla scarsa tradizione internazionale ma dall’ottimo biglietto da visita per questa stagione, Jug due volte finalista nelle ultime tre competizioni. Per la Pro non sarà facile ma la squadra è stata attrezzata per andare “oltre”. | |
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