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| Gianni Bruschini lascia Ciao Grande Capitano ! |
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«A ottobre compio 37 anni. Da dieci anni lavoro. Difficile conciliare anche due allenamenti al giorno e la famiglia» |
21/07/2010 -  Il capitano dice addio. Gianni Bruschini, attacca la calottina numero 10 al chiodo e saluta la pallanuoto giocata. Dopo venti anni di attività Bruschini, classe 1973, complici impegni di lavoro ed una bambina in arrivo (congratulazioni soprattutto alla Signora Silvia) lascia l'impegno agonistico ma continuerà a lavorare, con un ruolo dirigenziale, all'interno della Rari Nantes Florentia.
Allora Bruschini è vero. Come aveva accennato esce definitivamente dalla piscina?
Non volevo ancora dire niente ma ormai la notizia è trapelata. Col Presidente Pieri avevamo pensato di dare l'annuncio ufficiale a settembre organizzando un evento: una sorta di partita d'addio. Mi piacerebbe una sfida tra l'attuale Rari e quella che sfiorò due volte lo scudetto e vinse la Coppa delle Coppe nel 2000/2001.
Ma cosa l'ha portato a questa decisione?
A ottobre compio 37 anni. Da dieci anni sono laureato in Economia e Commercio e lavoro in una società che gestisce fondi di private equity. In questi ultimi anni è stata dura conciliare il lavoro con le due sedute di allenamento quotidiane e le partite di campionato. Siamo tornati in Europa dopo sei anni e volevo chiudere al termine di una stagione con un obiettivo raggiunto. Concludo la carriera quando ho ancora qualcosa da dire. Voglio bene alla Florentia ed ho rispetto per i miei compagni. Continuerò a dare il mio contributo da dietro una scrivania.
Con lei termina la dinastia Bruschini dopo suo padre Alberto e suo zio Andrea, giocatori della Rari tra il 1960 ed il 1980.
Momentaneamente, sì. In attesa che cresca la piccola in arrivo. Ma prima o poi doveva accadere. Ho vinto le Universiadi. Ho giocato cinque finali: due scudetti persi, due Coppe perse ma anche la Coppa delle Coppe vinta nel 2001. Ma tutto questo, vissuto in una città come Firenze che è un po' particolare. Quando uno sport, che non è il calcio, va bene ti seguono. Altrimenti ti dimenticano. E' successo anche quest'anno in occasione della Final Four di Coppa Italia con la Nannini stracolma. Lascio dopo aver avuto, per sette anni, la fascia di capitano. Nella società dove ho imparato a nuotare.
E la lascia a Leonardo Sottani.
Sono stato anche suo testimone di nozze. E' un amico fraterno. Lascio questa eredità in buone mani.
Prima accennava al fatto che non sempre la pallanuoto è seguita come meriterebbe. Un problema che non si pongono a livello federale?
Ho sempre detto che la pallanuoto dovrebbe vivere la fase finale in luglio. Partite importanti d'estate, magari alle 21, attirerebbero molto pubblico. Purtroppo si privilegia sempre la nazionale che d'estate ha i Mondiali ogni due anni, gli Europei, la World league, la World Cup, la Coppa Fina e altre manifestazioni che s'inventano ogni anno e poi, quando devi cercare la qualificazione per le Olimpiadi quasi rischi di fallirla. De Magistris ha chiuso la carriera con la metà delle gare giocate in nazionale rispetto ad un giocatore di oggi. E De Magistris ha partecipato a cinque olimpiadi....
Intanto Firenze si candida per ospitare la Final Eight di World League il prossimo anno.
Si cerca di stare in questo mondo accettando le regole. Può essere una grande occasione per la città che tornerebbe al centro del mondo.
Che squadra lascia per il prossimo anno?
Una squadra con una buona base. La Rari è molto cresciuta. L'obiettivo
è costruire una solida base con giocatori fiorentini cresciuti nel nostro vivaio e puntare poi all'inserimento di quei due-tre elementi che possono fare la differenza. Vogliamo vincere il decimo scudetto, quello della stella. Io l'ho sfiorato. Ma non me lo sentirò meno mio se contribuirò a vincerlo da dirigente. | |
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