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La Croazia
all’esame di maturità
Samir Barac, capitano della nazionale croata, presenta la sfida con la Serbia
08/09/2010 - Lucio Vidotto*

Zagabria– La pallanuoto è nata come sport estivo, ma gli Europei si svolgono in un clima autunnale, per non dire invernale. Diventa discutibile quindi la scelta del posto e della data per questa edizione della rassegna continentale, che lascia un po’ a desiderare per diversi aspetti. Chi non lascia a desiderare è la pallanuoto vista finora e sicuramente anche la nazionale croata, attesa domani pomeriggio (ore 17.45) da una grande sfida contro la Serbia che vale la finale.
E’ il capitano della Croazia e del Primorje Erste bank, il fiumano Samir Barać, ad analizzare gli Europei, ma non solo quelli: «Se parliamo della nostra nazionale, posso dire che siamo riusciti a vincere un girone nel quale era già difficile approdare alla fase successiva. Ci sono state diverse sorprese e squadre che non erano considerate alla vigilia, ma che hanno dimostrato di essere in grande crescita. Siamo usciti primi nel girone, ma ora conta poco o niente perché ci troviamo davanti a un impegno estremamente difficile. La Serbia ha dimostrato la sua forza, e non solo a questi Europei. A Roma ha vinto il titolo mondiale e quest’anno sia la World League che la World Cup. Sembrano davvero infallibili. Accanto agli ungheresi, credo che i serbi abbiano lasciato l’impressione migliore a questi Europei».
La nazionale croata ha giocato contro la Serbia qualche settimana fa nella piscina di Costabella, a Fiume, nell’ambito della preparazione. Dopo le partite di allenamento contro i serbi Barać aveva sottolineato la grande varietà di soluzioni degli avversari e l’ottimo funzionamento degli automatismi di gioco.

Dopo la sconfitta della Croazia all’esordio con il Montenegro, gli automatismi della Croazia sembrano essere entrati in funzione?
Penso che questa Croazia non sia da sottovalutare. Facciamo bene in difesa, mentre in attacco dimostriamo di avere parecchie soluzioni. Infatti, in ogni partita finora è emerso un cecchino diverso. Sukno, Muslim, Joković e Bošković, i serbi li dovranno tenere bene d’occhio. Dall’altra parte troveremo Udovičić in grandissima forma, Filipović e tanti altri“.

Barać, con i suoi trascorsi a Brescia, come giudica la performance dell'Italia? 
L’Italia non è una sorpresa. Alessandro Campagna ha preso in mano la nazionale è vi ha messo ordine. Non ha sperimentato nulla. Ha semplicemente raccolto i giocatori migliori che erano in circolazione. Sono venuti a Zagabria senza la pressione di dover fare risultato ad ogni costo, però con una grande motivazione. La vittoria contro il Montenegro li ha resi consapevoli delle loro possibilità. Ora mi aspetto di vedere quanto potranno reggere a questi livelli. Ora la pressione la sentono sicuramente anche loro. Felugo, assieme a Figlioli e al portiere Tempesti, è fondamentale e senza di lui per l’Italia sarà dura con i magiari. Ripeto che l’Italia non è una sorpresa, almeno non per me che conosco piuttosto bene tutti i giocatori”.

I calendari internazionali sono troppo intasati e alcuni campionati nazionali sono lunghi. Cosa ne pensa?
Credo che qualcuno abbia approfittato della stanchezza di Croazia e Montenegro, che arrivano dal campionato più lungo e impegnativo d’Europa. Mi riferisco all’Italia, alla Romania, alla Germania e soprattutto alla Serbia, squadre giunte più fresche a Zagabria. Occorre fare qualcosa con i calendari e poi, condivido pienamente il parere di quelli che sostengono che la pallanuoto in generale vada giocata d’estate”.

La piscina della Mladost, allestita per ospitare 5.000 spettatori è piena solo quando gioca la Croazia, mentre gli spalti sono desolatamente vuoti per le altre sfide.
Non è una bella immagine e poi non capisco come non siano stati messi in vendita i biglietti online. La Federazione, e so che questa mia può sembrare una critica, ci avrebbe dovuto pensare. Ci sono dei miei amici fiumani che hanno rinunciato al viaggio a Zagabria perché non erano in possesso del tagliando. (*da Il Popolo di Fiume) 

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